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Cerimonia di Inaugurazione as 2018-19 Salvemini

Estratto del Discorso del Presidente del Comitato Organizzatore Salvemini 2020 alla Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Scolastico 2018/2019 20 novembre 2018 – Hotel Hilton Sorrento Palace

Signora Preside, gentili docenti, care studentesse, cari studenti, vi devo, da subito, all’inizio di questo mio intervento, un grazie.

Grazie per avermi invitato, grazie per avermi fatto risentire le gambe tremanti nel ritornare a questo podio, su questo palco, in questa Cerimonia ormai storica per il Liceo.

Sono passati ormai 12 anni dopo la mia ultima volta qui. Mi ritrovo nello stesso posto, nella stessa circostanza, ma in un ruolo diverso e soprattutto con un bagaglio da persona, da cittadino e da professionista che devo di gran lunga, enormemente, lasciatemelo dire, alla formazione umana, prima ancora che nozionistica, ricevuta in cinque anni nel mio, nel nostro Salvemini.

Quello che sono ora e quello che tra poco vi presenterò è perché il Salvemini me lo ha insegnato negli anni cruciali della formazione di noi uomini e donne.

Una formazione che è stata uno zaino ricco di esperienze che mai mi ha abbandonato nel corso del tempo.

Sono stato presentato poco fa come Presidente del Comitato Organizzatore Salvemini 2020, per presentare questo progetto che al nome dell’istituto in cui lavoriamo come docenti, come amministrativi, studiamo come allievi, torniamo come genitori, unisce un numero tondo.

Un nome che negli ultimi mesi è iniziato a riecheggiare tra i corridoi; un progetto che però ho voluto fosse reso pubblico oggi all’interno di questa Cerimonia perché era doveroso parlare di Salvemini 2020 prima di tutto con voi, rappresentati di tutte le componenti del mondo scolastico, che di questo viaggio siete e sarete i protagonisti.

Il Liceo nasceva nel 1970, nel 2020, compie l’importante cifra di 50 anni: 50 anni di storia, 50 anni di tante storie. Salvemini 2020 oggi in questo clima di unione mi piacerebbe quindi lo definissimo come il piano per organizzare la più bella festa di compleanno per celebrare questo mezzo secolo.

Un ideale è Salvemini 2020, un sogno, ma ben piantato con i piedi per terra, che deve tanto nella sua elaborazione a Gli Ex del Liceo Salvemini, l’associazione di quasi due anni d’età, che mette insieme i diplomati del Liceo, i quali al sistema Liceo vogliono restituire sotto forma di idee, iniziative di orientamento e tutorato e tanto altro ancora, almeno una parte di quanto debbono della loro vita e della loro professione alla formazione ricevuta dal Salvemini, in una sorta di quello che viene chiamato il give-back, ridare indietro per senso di gratitudine, il dare indietro per creare un legame con le giovani generazioni perché beneficino delle esperienze e dei consigli di quelle più grandi, il dare indietro per alimentare costantemente l’attaccamento, il senso di appartenenza, la filiazione al nostro Istituto Scolastico.

È proprio alla laboriosità dei soci e consiglieri dell’Associazione, alla proficua discussione interna, nata anche dopo aver raccolto provvidenziali segnali che giungevano dall’esterno, che dobbiamo la genesi del progetto Salvemini 2020.

Alla mia Associazione, che spero nei prossimi anni raccolga anche voi, va oggi il mio pubblico ringraziamento per aver prodotto un piano ambizioso da donare, con amore, a voi che oggi siete e fate il Salvemini.

Al travolgente entusiasmo e appoggio della Preside Fiorentino, del suo staff e alla collaborazione degli organi della scuola va invece il mio grazie per aver accordato la loro fiducia e il loro sì incondizionato a organizzare questa festa insieme, sotto un’insegna unitaria .

Parlare ora e adesso di quello che sarà il programma ufficiale delle celebrazioni non è possibile, non è lo scopo del mio discorso, lo scopo è quello di dirvi che possiamo e dobbiamo iniziare oggi per tempo, con il giusto entusiasmo, con le giuste risorse e senza andare in affanno, a pianificare quello che immaginiamo sarà un intero anno di festa.

Per il nostro Salvemini, non ci immaginiamo una cerimonia di qualche giorno, immaginiamo anzi a partire dal 2020 un intero percorso di eventi, iniziative, attività collaterali unite sotto un unico marchio, un unico piano editoriale, che coinvolga voi tutti, ma che nello stesso tempo sia rivolto a dare una sferzata culturale all’intera popolazione della Penisola Sorrentina.

Il Salvemini 2020 non vuole essere, anzi non deve essere una commemorazione.

Il Salvemini 2020 deve essere una fonte di ispirazione proiettata al futuro, che guardi all’accrescimento dei singoli e del Liceo nel suo complesso.

Dobbiamo fare sì memoria, ma memoria per il futuro.

L’obiettivo Salvemini 2020 è un’opportunità di esperienza alla leadership, una leadership non tanto nel sistema formativo del territorio, ma un’opportunità a guadagnarsi un ruolo di guida pionieristica in Penisola Sorrentina per un nuovo modo di essere Agenzia educativa che, oltre ad essere prioritariamente un luogo di formazione, sia anche un faro per la vita culturale della terra in cui viviamo.

Bisogna cioè adoperarsi affinché il Liceo Salvemini si ponga come un moderno Lyceum di greca memoria, una palestra culturale che accresca e contribuisca all’accrescimento a tutto tondo non solo dei suoi allievi, ma soprattutto dell’intera società che attorno ad esso ruota.

Questo progetto è “spaventoso”, l’ho detto a me stesso quando ho deciso di intraprenderlo, l’ho detto e continuo a dirlo a chi mi è a fianco e lo dico con estrema sincerità a voi tutti.

C’è preoccupazione per quello che c’è da fare, per le risorse da mobilitare, per il tempo, che sembra tanto, ma è un soffio, ma non possiamo non provarci, non possiamo non cogliere la felice circostanza dei 50 anni del Salvemini per intraprendere una sfida su piu’ fronti: culturale, sociale e organizzativo per essere protagonisti dei nostri tempi, per ri-affermare che certi valori veicolati dal sistema scolastico ci tengono uniti e sono necessari più che mai nei tempi attuali che sono abbastanza bui.

Quando penso al Salvemini 2020 non penso, con tutta onestà, che scriveremo un pezzo di storia, ma immaginare un percorso che sia monumentale, che sia cioè di esempio, quello si.

Tanto è il lavoro da fare e tanto ancora ci impegnano a fare, ma per riuscire negli intenti abbiamo bisogno dell’apporto di tanti, di tutti.

Sono qui anche per dirvi quindi collaboriamo, consigliate, proponete idee.

La mia presidenza sarà informata dalle caratteristiche che mi sono care nella vita come nel lavoro: professionalità, testardaggine, ottimismo. Mi adopererò a poter ascoltare e vagliare idee e proposte migliorative del programma da oggi; idee che vengano dai singoli, come dai gruppi, siano essi di studenti o docenti, così come dall’esterno, cercherò di farlo in prima persona.

Sappiate però che un buon ascoltatore è anche colui che è un buon decisore. Darò rispetto, mi aspetterò rispetto, darò disponibilità, chiederò disponibilità.

La dialettica è di fondamentale importanza, ma quando ci sarà da decidere, quando ci sarà da fare sintesi, lo farò senza esitare perché altrimenti, come diceva una grande donna manager italiana, Marisa Bellisario: “se non si decide, si fa poi il male di tutti”.

C’è bisogno inoltre, come potrete immaginare, di dare benzina a questa macchina organizzativa, sostanza a questi sogni, c’è bisogno quindi di adoperarsi tutti a raccogliere, in maniera trasparente, fondi economici utili alla causa. Mi rivolgo anche a voi studenti e ai vostri organismi rappresentativi affinché possiate fare vostra questa passione che arde in noi ex e non solo in essi e attraverso l’entusiasmo che è proprio delle vostra età possiate contribuire con iniziative vecchie e nuove, mobilitazioni dentro e fuori i confini scolastici, al raggiungimento degli obiettivi che non sono i miei.

Tutto quanto ci siamo detti finora e tutto quanto faremo sarà sviluppato appunto dal Comitato Organizzatore, ente fatto di teste e gambe di magnifici compagni di avventura.

Il Salvemini 2020 inizia oggi, inizia qui, inizia con noi.

Mi accingo a concludere formulando un auspicio per questo progetto, riassumibile in una citazione a me cara tratta dal Bellum Iugurthinum di Sallustio che dice: “concordia parva res crescunt, discordia maximae dilabuntur”, nella concordia anche le più piccole cose crescono, nella discordia le più grandi svaniscono.

Nel salutare voi tutti, il mio ultimo pensiero ritorna a voi ragazze e ragazzi.

Voi siete e dovrete essere i miei colleghi, perché se finora abbiamo parlato di senso di appartenenza al nostro amato e glorioso Liceo, allora seppur in periodi diversi noi siamo stati allievi insieme, compagni di banco insieme e dunque ricordatevi: “salveminiano una volta, salveminiano per sempre”.

Buon anno scolastico, in bocca al lupo a tutti noi e viva Salvemini 2020.

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